Ebbene sì… il primo post in italiano di questo blog.
Sarà che mi andava di rompere la sequenza inglese, sarà che è su un tema che mi verrebbe difficile da “tradurre” in una lingua non mia. Quindi, eccoci qui…
Oggi, durante il mio consueto giro in macchina per il lavoro del Mercoledì, l’autoradio è capitata su “Riportando Tutto a Casa” dei Modena City Ramblers. L’album in sé non ha niente di speciale, o meglio è bello come quasi qualsiasi cosa che i MCR abbiano mai fatto (e probabilmente faranno…) ma contiene una delle poche canzoni al mondo in grado di emozionarmi in maniera quasi viscerale, al limite delle lacrime.
Si tratta di I FUNERALI DI BERLINGUER.
Quando Berlinguer morì nel 1984 ero decisamente troppo piccolo per partecipare ai funerali, o anche solo per comprendere appieno cosa esattamente fosse successo, ma vuoi per cultura familiare, vuoi per la cultura che mi sono fatto successivamente, è un evento che mi è rimasto sempre impresso. In realtà però, non so esattamente perché ancora oggi sentirlo raccontare in quel modo dai MCR mi emozioni così tanto, è come se fosse una traccia lasciata nel mio essere che viene risvegliata ogni volta che quella canzone, lentamente parte… o forse sarà che in quel lontano 1984, da bimbo di 4 anni quale ero, vidi per la prima volta mia mamma piangere una volta appresa la notizia.
La ragione non la conosco, e forse nemmeno mi interessa conoscerla, so che ho i brividi quando ci penso, e tanto basta.
Un popolo intero trattiene il respiro e fissa la bara,
sotto al palco e alla fotografia.
La città sembra un mare di rosse bandiere
e di fiori e di lacrime e di addii.
[...]
I Funerali di Berlinguer - Modena City Ramblers



Anche mia nonna pianse, quel giorno. Mia mamma no, è sempre stata discretamente anarchica lei. Piansi un pochino anche io, quel giorno, e me lo ricordo bene. E quella canzone, pur scritta tanto tempo dopo, rende perfettamente *tutto*.
Che bel post. :°)
[n.d.r.: chissà se ora il tuo server decide di ingoiare il mio commento... :ppp]
I commenti sono moderati.
Finché non approvo non appaiono, scriverli doppi serve solo ad intasarmi la casella di posta :p
Vabè, prima però apparivano lo stesso anche se oscurati… Pensavo non l’avesse preso. E cmq questo tuo resta un bel post. E chiedo venia per l’intaso. E per quant’altro possa essere annoverato nella lista delle richieste di venia. Poi mi resta solo l’autoflagellazione con cilicio incandescente.
:p:P:p:P:p
Innanzitutto sono felice di vedere che ogni tanto anche tu ti diletti a scrivere in italiano! Questo mi fa davvero un immenso piacere, soprattutto perchè non devo far fatica a capire cosa stai dicendo… ;)
L’altra cosa che volevo dire è che leggere il tuo post mi ha fatto venir voglia di riascoltare il CD dei modena di cui parli…grazie! ciao!
Sono più che contento del fatto che un mio post ti abbia riportato ad un CD dei MCR ;)) Posso esserne orgoglione?
Comunque, grazie a te per aver letto il mio ennesimo delirio, più che altro…
Oh bè, ogni tanto riaffiora la mia lingua madre. In realtà è stata una scelta “obbligata”, visto che era una canzone italiana, di un gruppo italiano, su un fatto italiano, su un personaggio per fortuna italianissimo. Ma chissà che non si replichi in un prossimo futuro ^_^
ciao!
Il mio babbo l’ho visto piangere credo 2 o 3 volte in vita mia, e questa era una di quella ;)
La cosa è ancora più sorprendente ora: in un Paese dove “politico” è diventato quasi un’offesa per la gente comune, nessuno potrebbe immaginare una simile partecipazione per la morte di uno qualsiasi dei tanti buffoni seduti in Parlamento.
Altri tempi, quando al momento del voto, nessuno sentiva il bisogno di tapparsi il naso per compiere il suo dovere di cittadino, e metteva una croce sotto quella falce e martello…
Concordo, ora come ora non c’è più quella sentita vicinanza con chi si occupa di politica, ed è un vero peccato che un rapporto come questo sia andato perduto.
Ora ciò che va per la maggiore è l’idea del “scelgo il meno peggio”, che a pensarci bene, mette i brividi!